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Girovagando per il mondo...
interrogando la vita...
catturandone la bellezza...

domenica 26 febbraio 2012

Havana & Valle di Vinales


L’arrivo all’Havana via aereo è drastico, come previsto. Il salto dai -5 italiani ai + 30 è netto, ma in fin dei conti gradevole e stimolante, che dite? I miei primi giorni nella capitale son piuttosto intensi e rocamboleschi, in ordine al cambio di costumi, abitudini e...esigenze primarie!  Ho la fortuna e l’onore di essere ospitato da 2 “Habaneras”, madre e figlia residenti all’Havana amiche di Miriam, un’amica musicista di Città del Messico. Tradotto significa:  possibilità di conoscere con mano usi e costumi locali, tradizioni, modo di vivere ma...anche tutta una seria di difficoltà e controindicazioni che vivere a Cuba e all’Havana, comportano. La doccia è un rigagnolo da catturare col secchio, il letto una serie di molle appuntite per una prolungata sessione di agopuntura notturna, la “comida”... un monologo di riso e frutta. Ciò nonostante, e come spesso capita, la disponibilità, l’attenzione l’affetto che ricevo sono subito tangibili e contagiosi. Si crea immediatamente un bellissimo clima e le basi per un’ottima amicizia.
La comune conoscenza di Miriam è il ponte per lunghe chiacchierate sulla musica. La stessa passione per la musica il viatico per discussioni sul folklore cubano, la storia del paese e la sua cultura.
Apprendo subito le ristrettezze con cui convivono i Cubani, le sacche di estrema povertà e le difficoltà per campare. Tuttavia, con la stessa dignità e un pizzico di orgoglio, vengo messo a conoscenza della qualità dell’istruzione (completamente gratuita), del primato mondiale cubano nel campo medico e del libero accesso alle possibilità di arricchimento culturale. Teatro, cinema, sport e corsi di varia natura qui a Cuba sono alla portata di tutti, per pochi pesos cubani o del tutto gratis. La conversazione si snoda lungo le affollate calles della città in direzione Centro Habana.  Una bizzarra serie di veicoli o “mezzi di trasporto” mi danno il benvenuto sull’isola.  Bicitaxi, carrozze trainate da cavalli, apetaxi, camion russi degli anni ’70 e uno sterminato elenco di auto americane degli anni ’50 colorano il traffico urbano. Benarrivati nel paese dove il tempo si è fermato! Miriam mi spiega subito che l’eredità americana e poi sovietica è ancora ben tangibile. In un paese dove la Rivoluzione del ’59 ha stroncato un regime sorretto dagli Americani e dalla loro malavita e dove per 30 anni si è vissuto sorretti dalla stampella economica dell’Unione Sovietica il mondo globalizzato e i suoi riti consumistici sono un lontano miraggio!
Visitiamo l’Hotel Nacional de Cuba, spettatore fidato di quasi un secolo di storia Habanera. Al Capone, Carter, Churchill ma anche Benny Morè, Compay Segundo e altri artisti cubani e non hanno visitato le sue stanze. Di seguito un piccolo grande museo dedicato alla crisi dell’Ottobre ’62, ospitato nei bunker sotterranei costruiti per fronteggiare un’eventuale attacco Americano. La guida è un anziano ex militare che visse quei giorni di stanza nella milizia cubana, quando il mondo si trovò ad un passo dalla terza guerra mondiale. 
Spiega la nascita dell’embargo americano e dei vari retroscena sull’intreccio politico CUBA-URSS-USA di quei giorni. I giorni seguenti sono dedicati alla scoperta di Plaza de la Revolucion con i suoi murales dedicati a Fidel Castro e Che Guevara (vedi post precedente) e all’Habana vecchia considerata a ragione patrimonio dell’umanità dall’Unesco. Il suo intricato dispiegarsi di vie e viuzze, le sue piazze e gli edifici coloniali omaggianti l’Art Decò, il Barocco e il Neoclassico europeo si stagliano contrastanti sulla fatiscenza dei vecchi edifici residenziali e brillano di una luce romantica e decadente. La sera è tempo di ascoltare un po’ di musica cubana suonata da un’amica di Karla, la figlia clarinettista di Mariel. Prendiamo posto all’Hotel Parque Central e nel mentre progettiamo la nostra gita a Vinales, una lussureggiante valle a 4 ore ovest dall’Havana.
Il giorno dopo una Chevrolet rosso sgargiante del 1951 ci aspetta sotto casa. A guidarla 2 conoscenti di Mariel che ci offrono il viaggio a 80 Cuc per tutta la valle, andata e ritorno.

Il viaggio è speciale, sembra di essere in una pellicola americana del periodo d’oro di Hollywood. La macchina con sedili di pelle in tinta, uniti davanti e dietro, sputa gasolio mal combusto lungo una strada colorata da terra color ruggine, piantagioni verde tabacco sotto un cielo turchese e sgombro di nuvole. All’arrivo nel pittoresco paesino omonimo, solo il tempo di cambiare qualche euro in Pesos Convertibles nella cadeca locale, poi via di nuovo, sul percorso una piantagione di tabacco in raccolta, le tipiche grotte carsiche della zona, il murales più grande del mondo dipinto su una montagna e lezioni di sigaro cubano con un contadino. 



Il rientro è romantico, fermi in un parcheggio a mangiare il nostro pranzo al sacco ci immaginiamo in un drive in americano, a guardare un film comodamente seduti in macchina. Lungo il rientro fitta conversazione con Karla sulla sua passione per la musica, la lontananza dalla gemella violinista ora residente in Costa Rica e le possibilità per i Cubani di un futuro migliore, liberi arbitri della propria vita invece che passivi sostenitori di un sistema, che per quanto retto da solidi ideali, li opprime e limita.

sabato 25 febbraio 2012

Plaza de la Revolucion - La Habana -

Ciao a tutti, per sopraggiunte difficolta' nell'accesso a internet qui a Cuba mi trovo a poter aggiornare il blog col contagoccie. Tuttavia, questa connessione, quest'oggi qui a Varadero, mi pare migliore delle altre..miracoli dello sviluppo turistico capitalista, direbbero qui.. Lascio giusto una piccola memoria, dei miei primi giorni passati all'Havana..qualcosa di molto inflazionato lo so..ma per cominciare ci sta..Ecco una veduta di Plaza Rivolucion, e del suo celeberrimo murales di Che Guevara..Hasta la Victoria Siempre! come direbbero qui..

venerdì 10 febbraio 2012

...e sogniamo!

video
Se e quando dovesse capitarvi di riascoltare questa canzone pensatemi, e PENSATEVI, da qualche parte nel mondo, a sognare...Un abbraccio a tutti coloro che hanno contribuito a queste emozioni! enjoy...

giovedì 9 febbraio 2012

Ciaoo!


Ciao a tutti! Dopo una discreta gestazione ho deciso di inaugurare il mio blog, in vista del mio prossimo e imminente viaggio.
 Per chi non mi conoscesse sono Paolo, un Dott. Agronomo con la passione per la fotografia, il viaggio di scoperta e tutte le manifestazioni di autenticità che la vita sa produrre.
Amo indagare la realtà che mi circonda alla continua ricerca della spontaneità e dell'istintività della vita, dietro cui spesso si cela la vera bellezza,a sprazzi e in forma imperfetta.
Dopo un anno di "letargo" riprendo armi e bagagli e parto all'avventura per il continente americano! Sulla rotta Cuba e Canada e New York!  Stay tuned!